Azione A2: IV incontro con gli stakeholder @Comune di Caorle 21 Marzo 2018

Azione A2: IV incontro con gli stakeholder @Comune di Caorle 21 Marzo 2018

Il 21 Marzo2018 alle ore 10.30 presso la sede del Comune di Caorle, si è svolto il primo incontro di consultazione con gli stakeholder coinvolti nelle azioni di conversazione del progetto.

Hanno partecipato all’incontro in rappresentanza del Comune di Caorle:

  • Giovanni Comisso (Vice Sindaco e Assessore Lavori Pubblici, Demanio e Patrimonio, Ambiente ed Ecologia)
  • Enzo Lazzarin(Dirigente Settore Tecnico)
  • Carlo Rabassi (Responsabile Ufficio Progettazione opere pubbliche ed espropri)
  • Vania Peretto (Politiche Territoriali e Sviluppo Economico)

Durante l’incontro, Gabriella Buffa(Università Ca’ Foscari),coordinatore del progetto, ha presentato brevemente obiettivi, programma ed impatti di LIFE REDUNE, sottolineando l’elevato valore naturalistico delle aree coinvolte, la necessità di indirizzare il flusso turistico a favore della conversazione della specie ed il ruolo fondamentale che i Comuni rivestono nel garantire la sostenibilità delle azioni intraprese.

Successivamente ogni partner di progetto ha introdotto il proprio ruolo e responsabilità nell’implementazione del progetto. Lisa Causin(Regione del Veneto)ha presentato il ruolo di Regione Veneto, sia di tipo tecnico che di coordinamento con gli enti locali e gli stakeholder, sottolineando che il progetto mira ad intercettare le associazioni locali, comparto turistico e comparto ambientalista. Inoltre, presenta quanto fatto all’oggi nell’ambito dell’azione A2 e l’importanza di attivare un dialogo aperto con i Comuni al fine di prendere insieme le decisioni legate al progetto, in particolare con una visione di lungo termine.

Giovanna Brunelli(EPC)illustra il triplice ruolo di EPC nel progetto, descrive le fasi legate alla progettazione definitiva ed esecutiva, soffermandosi in particolare in quelle che vedranno un maggiore coinvolgimento delle amministrazioni comunali, ed presenta degli esempi di rielaborazione delle aree a seguito di voli con drone (restituzione in formato vettoriale); nello specifico viene mostrata una sezione realizzata nell’area della Brussa.

Utilizzando l’immagine del volo con drone presentata da EPC, Federico Vianello (Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario) sottolinea che l’effetto più evidente e negativo della presenza antropica è il calpestio casuale ed il sentieramento. L’approccio utilizzato negli anni scorsi, è stato quello di definire degli accessi dedicati, ma si è visto che ciò ha portato a creare altri punti di accesso autonomi e non si è dunque risolto il problema. L’approccio qui proposto è invece quello di chiudere alcuni accessi (sbarrando con sabbia) e parallelamente di valorizzarne altri, non recintandoli ma favorendoli tramite posa di passerelle che portano fino al mare ad esempio. In questo modo si conta di ridurre il fenomeno della dispersione, accompagnando queste azioni con comunicazione a fini informativi e di sensibilizzazione (una comunicazione positiva e coinvolgente, non di divieto). Il concetto generale non è quello di vietare in quanto non si raggiungono risultati efficaci e di lungo termine quanto di trovare soluzioni sinergiche con la comunità che frequenta l’area costiera, cercando di fare un percorso accompagnato di tutela e valorizzazione.

Francesco Scarton (SELC) presenta il ruolo di SELC per quanto riguarda gli interventi concreti di ingegneria ambientalistica, quali: ricostruzione dei cordoni dunali (chiudendoli attraverso piccoli movimenti sabbia, poco invasivi); confezionamento e messa in opera di fascinate per chiudere o mantenere i varchi a seconda della necessità; messa a dimora di piante che saranno prodotte da Veneto Agricoltura. Le piante non sono specie invasive né specie provenienti da altri sistemi ma tipiche di queste aree. Inoltre, vengono illustrati i mezzi che saranno utilizzati nella realizzazione di settori di dune mobili (piccoli mezzi meccanici) e l’approccio generale di lavoro adottato da SELC e previsto dal progetto: un’attenzione anche alla fauna presente nelle dune e verso la quale sarà adottata massima attenzione nel corso dei lavori.

Il Comune di Caorle ha sottolineato la strategicità del progetto LIFE REDUNE per il territorio e rinnova la propria collaborazione, invitando a creare rete con altre iniziative che adottano un approccio simile anche su tematiche diverse. Viene fatta una riflessione sulla durevolezza degli interventi rispetto a fenomeni naturalistici e metereologici. Gabriella Buffa (Università Ca’ Foscari) sottolinea un aspetto importante del progetto, ovvero è prevista un’azione di piantumazione in aggiunta agli interventi strutturali (es. posa fascine). Le piante sono fondamentali, in quanto riescono a bloccare il vento e le particelle di sabbia trasportate che vanno a intercettare la pianta, depositandosi. Inoltre, da considerare il ruolo svolto dalla pianta a livello sotterraneo: le radici vanno a creare uno scheletro sotterraneo della duna e la consolidano. Il punto cruciale di questo processo, è permettere alle piante di fortificarsi e crescere e questo è possibile solo evitando il calpestio delle aree. La combinazione tra fascine, pianta, ammofila e direzionamento dei flussi turistici permetterà di ottenere risultati positivi.

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