La biodiversità oggi minacciata dalle specie aliene

La biodiversità oggi minacciata dalle specie aliene

Il problema delle specie esotiche o aliene è molto ampio e complesso che tocca corde che esulano dalla biologia ed ecologia. Ma sono le leggi della biologia e dell’ecologia che ci devono guidare nella lettura di questo fenomeno.

Ci sono alcune grandi differenze tra i Giardini di Babilonia e i processi di invasione cui si sta assistendo negli ultimi decenni.

L’introduzione di specie da un continente all’altro è sempre esistita. Basti pensare ai nostri più vecchi orti botanici italiani i cui direttori giravano il mondo alla ricerca di specie “strane” da coltivare e mostrare; o i collezionisti di orchidee o di piante grasse disposti a pagare cifre astronomiche pur di possedere una certa specie (portandole tra l’altro spesso all’estinzione nel loro paese di origine!).

Ciò che è profondamente cambiato è l’entità del fenomeno, che è cresciuto con la crescita degli scambi commerciali tra paesi, portando ad un aumento esponenziale soprattutto delle introduzioni involontarie, incontrollate. Nella sua storia centenaria, l’Orto Botanico di Padova ha introdotto forse una ventina di specie provenienti da altri continenti. Attualmente in Italia si contano più di 3.000 specie aliene, con un aumento del 96% negli ultimi 30 anni.

L’altro aspetto, profondamente e drammaticamente cambiato, è lo stato dei nostri ecosistemi, impoveriti e danneggiati al limite della sopravvivenza, da un uso antropico del territorio senza precedenti. I nostri habitat naturali e semi-naturali sono spesso frammentati e ridotti a piccoli nuclei inseriti in un territorio modificato che determina forti pressioni sugli habitat e sulle specie native che li compongono.

Molte delle specie che vengono introdotte non sopravvivono, ma altre si insediano con successo nell’area in cui vengono introdotte, e si diffondono in maniera troppo rapida causando gravi danni alle specie e agli ecosistemi originari. Queste specie sono definite specie aliene invasive. Da un punto di vista ecologico, l’arrivo di una nuova specie, che ha una storia evolutiva diversa dalle specie native, è potenzialmente un processo dirompente per un ecosistema, che può sconvolgerne tutti gli equilibri interni. Soprattutto se questo avviene in ecosistemi già danneggiati. Spesso è stato dimostrato che l’arrivo di una specie aliena determina la scomparsa (estinzione) delle specie native, e questo porta, a cascata, ad un diverso (spesso peggiore) funzionamento dell’ecosistema e alla perdita dei servizi che un ecosistema sano e funzionante è in grado di fornire.

Il fenomeno delle introduzioni di specie aliene rappresenta una delle maggiori minacce globali alla biodiversità, con un impatto economico e sociale sempre più rilevante: nella sola Unione Europea si stima che gli impatti causati da queste specie determinino perdite superiori ai 12 miliardi di euro.

È un fenomeno che va quindi visto nella sua interezza e complessità e sicuramente non può essere assimilato ad altri processi migratori che coinvolgono sfere che non competono alla biologia e all’ecologia.

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