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Stato di conservazione a livello nazionale (Regione Biogeografica Continentale): BAD (U2), trend stabile (ISPRA, 194/2014)

Habitat rado e discontinuo, che colonizza i primi cumuli sabbiosi o “dune embrionali”.

L’habitat è più diffuso nella regione biogeografica mediterranea, in Veneto copre complessivamente circa 8 ha, concentrati nei siti di progetto (0,5 ha in IT3250003 “Penisola del Cavallino: biotopi litoranei”, 7,5 ha in IT3250033 “Laguna di Caorle – Foce del Tagliamento”).

In entrambi i casi, ha una distribuzione molto disaggregata e frammentaria, localizzato in posizione atipica rispetto alla normale sequenza psammofila e frequentemente in mosaici di compenetrazione con gli habitat 1210 e soprattutto 2120.

Pressioni che insistono sull’habitat nei siti di progetto: sono connesse prevalentemente alle attività ricreative balneari, in particolare calpestio e asporto di sabbia, per livellamento e pulizia meccanica delle spiagge. L’habitat è inoltre minacciato dall’erosione, con contrazione dei sistemi dunali, e conseguente degradazione e/o semplificazione della comunità.

Stato di conservazione a livello nazionale (Regione Biogeografica Continentale): BAD (U2), trend stabile (ISPRA, 194/2014).

Habitat rappresentato da dune a copertura vegetale discontinua edificate dai cespi di Ammophila arenaria, principali responsabili del processo di accumulo della sabbia e di formazione dei cordoni dunali. In Veneto l’habitat ha una superficie di poco inferiore ai 40 ha, di cui circa il 35% nelle aree di progetto (3,7 ha in IT3250003 “Penisola del Cavallino: biotopi litoranei”, 3,3 ha in IT3250013 “Laguna del Mort e Pinete di Eraclea”, 6,6 ha in IT3250033 “Laguna di Caorle – Foce del Tagliamento”).

Pressioni che insistono sull’habitat nei siti di progetto: nei siti di progetto, l’habitat è ben rappresentato, talvolta anche con formazioni estese e profonde, ma nella maggior parte dei casi, come effetto dell’eccessivo calpestio, si presenta frammentato e in mosaico con l’habitat 2110. I principali fattori di minaccia che interessano l’habitat sono gli stessi riportati per l’habitat 2110 e sono connessi alle attività ricreative balneari. L’habitat è inoltre minacciato dall’invasione di specie esotiche, la cui diffusione viene favorita dal calpestio.

Stato di conservazione a livello nazionale (Regione Biogeografica Continentale): BAD (U2), trend negativo (ISPRA, 194/2014).

Habitat prioritario, a distribuzione prevalentemente boreo-atlantica, ha una piccola enclave in Italia, localizzata esclusivamente nella parte settentrionale del bacino Adriatico (regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna). In Veneto ha una superficie complessiva di circa 99 ha, per un 87% concentrati nei siti di progetto (10 ha in IT3250003 “Penisola del Cavallino: biotopi litoranei”, 10 ha in IT3250013 “Laguna del Mort e Pinete di Eraclea”, 62 ha in IT3250033 “Laguna di Caorle – Foce del Tagliamento”, 4,6 ha in IT3250032 “Bosco Nordio”). Nell’ambito della serie edafo-xerofila, rappresenta la comunità con la più elevata ricchezza in specie, tra cui Stipa veneta* e l’endemica Centaurea tommasinii (NT a livello regionale). È rappresentato da una comunità endemica, caratterizzata da una struttura complessa cui concorrono muschi, licheni e piante superiori, in particolare piccoli arbusti.

Pressioni che insistono sull’habitat nei siti di progetto: si tratta di uno degli habitat costieri più minacciati dal turismo (sport estivi, calpestio, passaggio di veicoli a motore) e in numerose aree si presenta fortemente alterato nella struttura e nella composizione. Il calpestio porta alla destrutturazione dell’habitat, con sviluppo di formazioni terofitiche di sostituzione e invasione di specie aliene. La particolare localizzazione dell’habitat, che talvolta occupa chiarie all’interno del bosco, lo rende inoltre particolarmente vulnerabile all’invasione da parte di giovani esemplari di Pinus sp. o altri arbusti.

Stato di conservazione a livello nazionale (Regione Biogeografica Continentale): BAD (U2), trend positivo (ISPRA, 194/2014).

Habitat, predominante nella regione biogeografia mediterranea, comprende formazioni vegetali di mantello e premantello che si sviluppano sulle dune stabilizzate. In ambito strettamente mediterraneo l’habitat è dominato da Juniperus oxycedrus ssp. macrocarpa, talvolta associato a Juniperus phoenicea ssp. turbinata; lungo l’arco alto Adriatico, si sviluppa una facies particolare dell’habitat, rappresentata da una comunità endemica, dominata da Juniperus communis. Forma normalmente piccoli nuclei, spesso a mosaico con 2130* e 2270*, di limitata estensione e spesso a sviluppo lineare. In Veneto ha una superficie cartografata di 1,06 ha interamente compresi nei siti di progetto (0,04 ha in IT3250003 “Penisola del Cavallino: biotopi litoranei”, 0,77 ha in IT3250033 “Laguna di Caorle – Foce del Tagliamento”, 0,25 ha in IT3250032 “Bosco Nordio”).

Pressioni che insistono sull’habitat nei siti di progetto: habitat, un tempo più rappresentato, ma in forte regressione a causa dell’eccessiva densità forestale e dell’impatto legato alla fruizione della duna a scopo balneare. Attualmente è limitato a pochissime località non o poco sfruttate a scopi turistici o residenziali.

Stato di conservazione a livello nazionale (Regione Biogeografica Continentale): Favourable (FV), trend stabile (ISPRA, 194/2014).

Habitat predominante nella regione biogeografia mediterranea. In Veneto ha una superficie complessiva di 256 ha, compresi per l’89% nei siti di progetto (33 ha in IT3250003 “Penisola del Cavallino: biotopi litoranei”, 30 ha in IT3250013 “Laguna del Mort e Pinete di Eraclea”, 148 ha in IT3250033 “Laguna di Caorle – Foce del Tagliamento”, 16 ha in IT3250032 “Bosco Nordio”) (dati da www.regione.veneto.it e Buffa G & Lasen C. 2010). È rappresentato da formazioni a Pinus pinea e P. pinaster che occupano il settore dunale più interno e stabile. Si tratta per lo più di popolamenti derivanti da rimboschimenti, spesso densi e monospecifici, caratterizzati da una forte povertà di specie vegetali. Dove sono in atto processi naturali o indotti di ricostituzione del mantello originario, e nei tratti a minore densità, la pineta si arricchisce di specie provenienti dalle vegetazioni naturali circostanti, assumendo le caratteristiche che consentono di attribuirle il carattere prioritario.

Pressioni che insistono sull’habitat nei siti di progetto: i principali fattori di minaccia sono legati alla dinamica naturale della pineta che porta alla costituzione di popolamenti con densità troppo elevate che portano all’impoverimento degli strati dominati e a deperimento per cause fitopatologiche. Altre pressioni sono legate alla fruizione turistica e all’abbandono di rifiuti che provoca un aumento di trofia dei suoli.